martedì 15 settembre 2009

27° giorno: Cromarty - Bridge of Ochry



Cromarty - Fort Augustus





Pronti via prima sfida, presagio di una giornata che sarà dura. La vespa di Ado è decisamente assetata, avrà si e no mezzo litro di miscela nel serbatoio. Il benzinaio più vicino è a una quindicina di km... Dopo aver salutato e ringraziato Michelle ci avviamo, pronti a dover spingere... Ma la vespa capisce quando sei in difficoltà. Tutta in seconda, al minimo, scoppiettando con solo qualche vuoto nei km finali, la destriera nera porta il padrone fino al benzinaio, un omino che , guarda caso, viene dalle Orcadi!
Ringraziamo pure lui, e ci avviamo verso Inverness.



Da Inverness parte un fiume che poi va ad innestarsi nel Loch Ness, lungo il quale corrono la statale da un lato e la stradina dall'altro. Se ci si tiene il fiume sulla destra ed Inverness alle spalle si prende la panoramicissima stradina... Ma il ventisettesimo giorno del nostro viaggio si è rivelato uno dei più bagnati...



L'abitante del bosco sente avvicinarsi un rumore strano



BemBer Bemmbembemmmmbenn....



L'uomo del bosco si avvicina.. vede un curioso essere con due tondeggianti oggetti metallici...



Si apposta dietro un peloso lichene, figlio del freddo umido e della pianta del Nord...



Che strane creature di metallo...



Caffè per riprendersi dal trip indotto dal freddo e dalla pioggia



Fort Augustus: un paesino divenuto meta turistica per la sua vicinanza a Loch Ness, e perchè è percorso da un



...canale navigabile con una serie di chiuse a gradoni.



L'ingegnere esplora dopo il pranzo alla ricerca di una toeletta



I naviganti tengono le funi mentre la chiusa si riempie.












Fort Augustus - Ben Nevis - Bridge of Ochry
La pioggia seria.



Qui siamo in mezzo al nulla, visibilità nulla, sensibilità nelle mani nulla, aderenza nulla, ma nemmeno un ingegnere come Ado mi sa spiegare perchè la somma di tanti zeri faccia una milionata di tonnellate di grinta, tutta in circolo, e mentre passiamo quelli che intuiamo essere paesaggi mozzafiato, punteggiati di laghetti, paludi, montagne da 1100mt (cime altissime per gli scozzesi), la gola ci si squarcia dal tanto cantare..
E' in momenti come questi che ci si tempra, penso, e soprattutto ci si rende conto che quella che molti chiamerebbero incoscenza è solo un po' di coraggio farcito da entusiasmo, che sfonda gli argini solo quando ti accorgi che stai andando lungo sul tornante...






Enzo fissa i tiranti alla raminata



Fradici, stremati, ma felici, ci fermiamo ai lati della ferrovia, proprio nel collo di bottiglia della valle (cene saremmo accorti il giorno dopo) che chiaramente è il posto in cui il vento tira più forte... e non ha ancora smesso di piovere.



Kway inutile. Pantavento pure. Sarei stato più impermeabile nudo.



Scarica e zuppa









Invicti



Dovrebbe essere ancorata bene





The Black Mount



Stasera neanche una birretta



Ma tanti funghi.. nei piedi.

1 commento:

  1. Grandissimo viaggio!! Mi sono emozionato a leggerlo tutto. Mi incuriosiscono molti aspetti di questa vostra avventura, che io ho fatto l'estate scorsa in camper partendo da Napoli.
    In Vespa sicuramente sarà stato fantastico.
    Vorrei farvi alcune domande, ma non so come contattarvi direttamente, lasciatemi un indirizzo mail! :)

    RispondiElimina