La Combe – Passo della Maddalena – San Giacomo
Al risveglio di una notte nelle Alpi Francesi, dopo aver passato una notte ad ascoltare i suoni degli animali intorno alla tenda. E’ incredibile quanto si risvegli la Natura di notte, senti i cinghiali che razzolano alla ricerca di gustose radici o frutti, e dei continui ululati mi hanno fatto pensare alla presenza dei lupi. Nelle Alpi a norde della Provenza è presente, e la sua conservazione è molte volte causa di diatribe tra pastori (che tengono alla vita delle loro pecore) e autorità. L’unico modo per evitare il sistematico bracconaggio è attuare politiche di compensazione dei danni causati dai lupi.
Al mattino all’alba mi sono avventurato su per il sentiero che dalla tenda portava in un campo, volevo rivedere il capriolo della sera prima, invece ho visto una lepre ed una volpe, intenta a cercare cibo proprio in mezzo al campo, la sua folta coda macchiata di bianco in punta ha dato un’impronta positiva ad una bellissima giornata di sole.
In linea d’aria il mare era ad un centinaio di km, e sicuramente il clima risente del suo potere mitigante. La vegetazione è conseguentemente simile alla macchia Mediterranea che si vede in Provenza.
Il grillo parlante ci da’ il bensvegliati,e ci preannuncia che al passo della Maddalena qualcuno ci aspetta.. L’Italia è vicina, e un senso di ritorno a casa ci pervade. Alla tristezza derivante dall’avvicinarsi della fine del viaggio si mischia una felice attesa del matrimonio del nostro migliore amico, lo Steffen, tra pochi giorni..
“Salutate lo Steffen!”
La strada statale sale sinuosa tra montagne imponenti, diversissime da quelle viste in Scozia, qui intorno i picchi superano i 2000 metri, e sulla nostra strada c’è il lago Serre - Ponçon ed approfittiamo per farci una nuotata nella sua acqua gelida.
Pausa pranzo
Il lago è sbarrato da una diga - le barrage de serre-ponçon - la più grande diga in terra d’Europa, costruita tra il 1955 ed il 1962. Il lago omonimo è il terzo più grande d'europa per superficie. Quando la diga è entrata in funzione sono state evacuati tre paesi, ora sott'acqua, per un totale di 1500 persone.
Dalla caduta dell’acqua attraverso le condotte forzate si produce elettricità.
Salendo sempre più, nessuna foto può descrivere la bellezza del paesaggio che ci circondava..
Barcelonette: paesino di 2800 abitanti, fondato dal conte di Barcellona nel 1231 con un centro molto bello, viette strette ed una zona pedonale. Ci siam fermati per un caffè e l’acquisto dello “sticker” da attaccare alle vespe, che ormai sono un mosaico…
Barcelonette è francese solo dal 18° secolo, ed in centro c'erano festoni con moltissime bandiere Italiane.
Avvicinandosi alla Maddalena ci si è presentato…
Il fort de Tournoux , testimonianza dei giorni in cui in questa valle ci si aspettava il passaggio di truppe, non certo di Vespe… costruito dal 1843 in avanti per difendere la Francia dalle invasioni dei Savoia prima e dell'Italia poi.
Dopo qualche chilometro siamo stati fermati da un semaforo rosso, venti minuti di stop, perché gli addetti alla manutenzione francesi stavano mettendo in sicurezza dei massi che sovrastavano la strada. Siamo stati affiancati da due motociclisti italiani con due potenti BMW che ci hanno detto che si erano fatti una vacanza di una settimana in Francia, perché “qui ci sono le strade bellissime..” perplessi, ma contenti di raccontare del nostro mese di strada lento, abbiamo salutato, immaginandoli già a casa tra un paio d’ore… ma senza aver visto la metà delle cose che avremmo assaporato di lì a poco..
La salita verso il Passo è lunghissima, con una pendenza costante che costringe a tener su di giri il motore… l’abbiamo affrontata in maglietta, perché a Barcelonette faceva caldo, ma gli ultimi 500 metri abbiamo visto i pinguini….
L’urlo che ci ha portato fino in cima però fa ancora l’eco nella mia testa.
Immaginate il buon Fausto Coppi che si fa la salita con le sue gambe che spingono sui pedali, ogni spinta un grammo di adrenalina in più, la vetta che si avvicina, un mare di gente intorno che incita…
Questo è il monumento che gli è stato dedicato al passo della Maddalena.
C’è anche una piccola baracca che vende grappe e cioccolato al passo, in cui abbiamo fatto quattro chiacchere con una gentilissima ragazza delle valli sottostanti che vi lavora durante l’estate. Stava leggendo un libro di viaggio, e l’abbiamo pensata mentre ci allontanavamo, sperando che il suo turno di viaggiare sarebbe venuto presto.
Due signori Italiani ci hanno anche salutati, chiedendoci da dove venissimo e dove andassimo, stupiti, ci hanno salutati con tanto rispetto, dandoci addirittura del “lei”!
Enzo è determinato ad avvistare un’Aquila….
Eccola! No! È un ufo! No, cretino, hai l’obiettivo sporco….
Rifugio… Voglia di polenta e cinghiale…..
Località Pietraporzio: Passato il confine la felicità di essere tornati in Italia ha ceduto subito il passo ad un senso di abbandono che tante cose intorno a noi sembravano emettere. A partire dalla strada. Abbiamo capito perché i motociclisti italiani vengono in ùfrancia perché ci sono le strade belle. Non c’era un guardrail in piedi, erano stati tutti abbattuti dai massi caduti dal versante della montagna. Chiaramente i massi cadono anche in Francia, ma i guardrail erano in piedi. I primi paeselli esalavano un triste senso di declino, gli intonaci poco curati, le case abbandonate.
E l’idea dell’Italia ci è scaduta ancor più quando la benzinaia laureata di Vinadio ci ha raccontato che l’unico modo che aveva di lavorare era fare quello che aveva fatto sua madre prima di lei, lavorare al distriburore.. Gentilissima, ci ha regalato due accendini (da non usare in loco!) e augurato buon viaggio…
E scendendo la valle ci siamo accorti che l'aria iniziava a prendere quel familiare umido/cappa/afa delle estati della Pianura padana...
Giunti a Cuneo ci siamo resi conto che i passanti non salutano in Italia se passi con una vespa, è un mezzo comune, ti prendono per pazzo! Ma il vizio ci è rimasto, e comunque noi salutavamo tutti… Abbiamo virato in una valle stretta fino ad arrivare in località San Giacomo, piccola frazione con case sparse sul versante. Ne abbiamo trovata una disabitata con ampio terreno non recintato, decidendo che il castagneto che era tutt’intorno a noi sarebbe stata la nostra prossima casa…
Welcome home wanderers….

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