Audinghen - Calais - Dover
Avvicinandosi a Calais si iniziano ad intravedere delle macchie bianche all'orizzonte... le famose scogliere sono a un tiro di schioppo! Inizia ad entrare in circolo adrenalina e un senso di svolta.
Questo cartello ha scaturito esultanze da stadio, e ci siamo diretti dritti dritti verso il terminal dei traghetti per indagare sulla possibilità di anticipare la traversata della manica...
Successo! La compagnia ci ha fatto pagare solo 11 sterline a cranio in più, ed abbiamo incontrato due ragazzi milanesi con la Guzzi (nella foto davanti a noi) che avevano impiegato solo un giorno per fare la nostra stessa strada! Chiaramente viaggiando in autostrada e puntando ad arrivare in irlanda il giorno successivo...altra filosofia, altro viaggio, con una signora moto.
Aurevoir Calais..
Hello Dover!
Preso dall'entusiasmo, Enzo decide che Dover va saltata, e dopo un momento di disorientamento abbiamo comprato una cartina del Kent (regione che va da Dover al nord di Londra) illeggibile e ci siamo persi per le piccole stradine, tutte rigorosamente costeggiate da siepi, labirintiche, del sud est della Gran Bretagna.
Dopo un'ora di guida senza meta abbiamo preso la statale per Canterbury, e nella foto stiamo cercando di capire come si arriva alla "piazza", perchè il centro è pedonale..
Abbiamo deciso di farla sporca, ci siamo intrufolati a spinta con le Vespe per una pausa turistica. Nella piazza della cattedrale abbiamo incontrato questi due signori svizzeri che ci hanno raccontato con nostalgia di quando avevano anche loro la vespa e scorrazzavano col sorriso per i cantoni...
Foto di rito della cattedrale, con un occhio sempre attento al tamarro dietro l'angoloche chissà mai non ti voglia pollare le vespe....
Da Canterbury abbiamo proseguito verso Nord, per finire su un'isola sulla sponda meridionale dell'estuario del Tamigi, chiamata Sheppey, piena di campeggi per case mobili (quelle case di latta che sembrano rulotte giganti), dove tantissime persone passavano le vacanze con la famiglia. L'isola era coltivata a cereali, e siccome nei campeggi non era previsto posto per le tende ci siamo infilati sul primo sterrato col cartello "DANGER - CLIFFS"...
Fenomeni di erosione stanno scavando via gradualmente la costa dell'isola, ed un odore nauseante di origine dubbia permeava l'aria. La vista del mare ed il pensiero che il giorno precedente eravamo in francia ci hanno allietati.
La meditazione... "ma sta puzza viene dal Tamigi? ma i depuratori a Londra non funzionano?!"
...Ma le turbine per l'energia eolica offshore sono uno spettacolo da vedere.
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