martedì 15 settembre 2009

11° Giorno : Cambridge - Fosdyke



Da Cambridge a Ely

L'undicesimo giorno è stato uno di quei giorni conclusi i quali sai che il viaggio è qualcosa di difficilmente paragonabile ad altre esperienze.
Al risveglio in campeggio ci siamo accorti che la ruota posteriore della vespa di Ado era decorata da una raggiera di piccole gogge di olio , che provenivano da un punto che non era facile da identificare.  Un grattacapo così di prima mattina è sempre duro da affrontare, perciò abbiamo deciso di dirigerci verso Cambridge, fare una colazione all'inglese abbondante in un piccolo locale di un signore Indiano, e ci siamo messi a cercare il centro Piaggio della città.
Giunti al centro Piaggio sotto le prime gocce di pioggia abbiamo chiesto ad un gentile meccanico se fosse in possesso del pezzo che pensavamo determinasse la perdita, ovvero la guarnizione della levetta che, collegata al filo della frizione permette di cambiare le marce.
Niente da fare, bisognava ordinarlo... oppure sperare che un garage che faceva lavori su vespe e scooter in periferia ci potesse aiutare.

Dopo mezz'ora di folle zigzag per Cambridge....

Abbiamo trovato il garage..

L'equivalente del Gerry di Travacò.. ma a Cambridgegestito da due  personaggi fantasticamente gentili....



Che passano le giornate ad aggiustare, modificare, personalizzare Vespe, Lambrette e non solo.


Classe...




Lambretta munita di NOS... Velocità massima: 130 miglia orarie, circa 200  km/h..



Con la sorella di questa moto la sorella di Enzo è andata in Nuova Zelanda con suo marito Gavin..

Dopo averci gentilmente riscaldati con un caffeè, ed ascoltato le storie del nostro viaggio, i due meccanici hanno guardato la vespa e dopo aver trovato il pezzo di ricambio celo hanno omaggiato, augurandoci buon viaggio! Increduli, grati e sbalorditi abbiamo ringraziato invitando i due meccanici a passare da Pavia quando in Italia, e ci siamo diretti verso il paese di Ely, dal primo benzinaio.

Prima di smontare la vespa ci siamo posti la domanda fatidica... quanto olio ha perso? e quale olio dobbiamo aggiungere?  perciò abbiamo chiesto al meccanico vicino al benzinaio, che ci ha detto di andare da un suo amico a Wicthford, a 5 minuti di distanza..

Il suo amico era andato altrove, ma nel garage che aveva venduto il proprietario ha chiamato tre amici per sapere che olio ci volesse per il motore della PX125, ed all'ultimo tentativo ci ha detto il codice per l'olio giusto, aggiungendo che in realtà per la Vespa qualsiasi olio va bene! Gentilissimo.

Tornati al primo meccanico dal benzinaio,
che ci ha regalato una tolla d'olio,

abbiamo sdraiato la Vespa, smontato la ruota, sfilato la leva, guardato in faccia alla frizione, cambiato il pezzo, e richiuso tutto, sperando che le nostre inesperte mani non avessero sbagliato niente...
Dopo un rabbocco d'olio, abbiamo ringraziato il meccanico, il benzinaio, che erano stati così bravi con noi.

Era l'una e mezza, ma lo spettacolo non era ancora cominciato..




Ci siamo diretti verso la regione del Lincoln, uscendo dal Cambridgeshire, ed ha iniziato a piovere pesantemente... Ma galvanizzati dalla gentilezza di tutte le persone che avevamo incontrato quel giorno, viaggiavamo con la convinzione che quell'undicesimo giorno di viaggio fosse un giorno fantastico, e sotto le secchiate d'acqua cantavamo ogni canzone che ci veniva in mente, a squarciagola.
Il paesaggio che ci circondava era agricolo, campi di ortaggi ovunque, con contadini impegnati nella raccolta.

Arrivati in prossimità della costa, a una decina di chilometri da Boston, abbiamo deciso che lo sterrato ci chiamava... infilatici su un argine la campagna era coltivata ovunque, impossibile mettere la tenda senza esser visti dal contadino il giorno dopo.

A quel punto, mentre la pioggia iniziava ad essere insistente, una vecchia macchina bianca s'è avvicinata, e subito abbiamo pensato al contadino che controllava i campi.

Invece è sceso un signore con un cane.

La storia di Michael e Socks.

Michael stava portando Socks, come tutte le sere, per il suo giro sull'argine delle sette. Quella sera pioveva, e socks sembrava particolarmente contento di uscire. Le buche sulla stradina vicinale erano peggio del solito, i contadini coi loro mezzi la massacravano, e la pioggia faceva il resto.
Giunto a destinazione, Michael scende dalla macchina per trovare che due personaggi loschi si stanno aggirando per il campo del signor Mills, con due Vespe cariche all'impossibile.. Pensa " Socks, meglio dire a questidue che se mettono giù tenda qui la mattina troveranno brutte sorprese." E così informa i due che non è il massimo fermarsi lì, che in realtà possono mettere la tendain un angolo di campo  a poche centinaia di metri .
I due ringraziano, sembrano diffidenti, pensa tra sè e sè, e vanno verso il campo indicato. Maledetti Italiani, sono così sospettosi.. Solo perchè parlo con un accento tedesco. "Cosa dici Socks, li invitiamo a casa nostra, è un po' di tempo che non abbiamo ospiti..."
Giunto nell'angolino di campo trova i due che confabulano in italiano, e decide di invitarli a casa sua. "Potete mettere giù la tenda in giardino, so che sono un estraneo, ma sono stato giovane anche io e andavo in campeggio in Germania."
I due, sospettosi, confabulano oltre.
Il capellone sembra particolarmente stolto.
Poi decidono, "OK, grazie! veniamo" dicono....




(Michael's back garden)

...Michael fa da guida, i due seguono verso la sua casa a Fosdyke.
"Socks, cosa dici, li invitiamo in casa?" Dai, sono zuppi d'acqua, almeno si asciugano un attimo."

ENZO nel suo casco
alla guida della Vespa si chiede come mai avessero deciso di seguire questo perfeto sconosciuto, che si era dimostrato così gentile. Forse perchè la domanda giusta è "perche no?" e forse perchè quello era uno di quei giorni in cui osare ripagava.

E fu così che dopo venti minuti Enzo, Ado, Michael e Socks si son trovati nel salotto di Michael, e la conversazione è iniziata. Michael ha raccontato la storia di una vita tra Germania, Stati Uniti ed Inghilterra, all'ombra della sua nazionalità, con una laurea in statistica che non era riuscito ad usare, con una moglie da cui aveva divorziato,  e con Socks, che gli era piombato un giorno come regalo di compleanno, quando l'aveva visto furoi dalla finestra di casa in un camioncino parcheggiato in strada.







Verso le nove la stanchezza iniziava a farsi sentire, e dopo aver montato la tenda ci siamo fatti la pasta, in giardino, a meravigliarci, perchè quando si viaggia le cose ti capitano così, all'improvviso.La vicina di casa guardava con sospetto, e Michael ci ha detto di non farci caso, qui era così, siccome lui era tedesco la gente lo vedeva come un nazista. Ma per usare le sue parole "Hitler is dead!"



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